Parrocchia Cascina Gatti - Sito ufficiale - Sesto San Giovanni

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L'Eucaristia: dono per diventare doni
Ogni anno la Chiesa ci invita a solennizzare il Corpo e il Sangue di Cristo, il dono che rende presente il sacrificio di Gesù sulla croce. Ogni settimana i cristiani si riuniscono per fare comunione con lui e con i fratelli della comunità. Ogni giorno i sacerdoti celebrano l'Eucaristia come ringraziamento e intercessione, affinchè la Grazia di Dio trovi posto in ciascuno di noi. In ogni momento il pane consacrato ci attende nel silenzio delle chiese, per comunicarci la vicinanza e il sostegno di Cristo nelle nostre vite quotidiane. Tutta la vita cristiana ruota attorno a questo Sacramento, così semplice ed essenziale: è il nutrimento dell'anima durante il viaggio della vita.
Questo splendido dono, nell'ottica di Gesù, non ci è concesso perché ci beiamo nella gioia e nella quiete dell'immobilismo. Il Vangelo ha parole chiare, di fronte alla fame della gente. Di fronte alla prospettiva realistica degli apostoli, convinti che ciascuno debba pensare a sé, Gesù oppone una richiesta precisa: «Voi stessi date loro da mangiare». Certamente hanno poco, ma è più di nulla. Gesù lo renderà più che sufficiente, dato che ne avanzeranno dodici ceste. Così l'incontro con Cristo nell'Eucaristia spinge i cristiani a gesti concreti di comunione e di solidarietà. Davanti a chi chiede aiuto sarebbe riduttivo dirsi: «Ci penserà chi lo fa per mestiere» o «Prego per te». Come ci ha ricordato papa Francesco: «L'Eucaristia ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perché la potenza di Dio, che è quella dell'amore, scende nella nostra povertà per trasformarla».


"DIO NON È DIO DEI MORTI, MA DEI VIVENTI". Tutte le parole del Vangelo rispondono a domande e bisogni profondi dell'uomo, ma questa, sulla risurrezione e la vita eterna, far se più di tutte le altre. Nessuno, credo, neppure l'ateo, dinanzi alla perdita di una persona cara, può evitare di porsi la domanda: "È davvero tutto finito, o c'è qualcosa dopo la morte? ". La risposta di Gesù è questa: Se esiste Dio, esiste anche la vita nell'oltretomba. Una cosa non può stare senza l'altra. Sarebbe assurdo chiamare Dio "Dio dei viventi", se alla fine si ritrovasse a regnare su un immenso cimitero di morti. Ma credere nel Dio dei vivi non è pensarlo così solo per l'eternità futura è crederlo oggi. Credo nel Dio dei vivi se per me la fede è ricerca, non stanca abitudine; doloroso e irrequieto desiderio, non noioso dovere; slancio e preghiera, non rito e superstizione. Credo in un Dio vivo se accolgo la Parola (viva!) che mi sconquassa, m'interroga, mi dona risposte. Credo nel Dio dei vivi se ascolto quanti mi parlano (bene) di lui, quanti per lui amano. Un sacco di gente crede al Dio dei vivi e lavora e soffre perché tutti abbiano vita, ovunque siano, chiunque essi siano. Schiere di testimoni stanno dietro e avanti a noi. Sono vivo se non mi lascio ingannare dalle sirene che mi promettono ogni felicità se possiedo, appaio, recito, produco, guadagno, seduco, eccetera; se so perdonare, se so cercare, se ho capito che questa vita ha un trucco dei scoprire, un "dìpiù " nascosto nelle pieghe della storia, della mia storia.


PREGARE NEL GIUBILEO
















Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.


Suor Caterina Labouré  >   Madonna della medaglia miracolosa

Suor Giuseppa Alhama Valeria  >  Madre speranza





                                                 

                                                  











 
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