Parrocchia Cascina Gatti - Sito ufficiale - Sesto San Giovanni

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«Voi che camminate per le vie, cantate!»






















ÌL PAPA NON FA DISTINZIONI: NO ALLE DROGHE –

"No ad ogni tipo di droga. Semplicemente. No ad ogni tipo di droga".
"Vorrei dire con molta chiarezza: la droga non si vince con la droga! La droga è un male, e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi".
"Pensare di poter ridurre il danno, consentendo l'uso di psicofarmaci a quelle persone che continuano ad usare droga, non risolve affatto il problema. Le legalizzazioni delle cosiddette 'droghe leggere', anche parziali, oltre ad essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse. Le droghe sostitutive, poi, non sono una terapia sufficiente, ma un modo velato di arrendersi al fenomeno.
Intendo ribadire quanto già detto in altra occasione: no ad ogni tipo di droga. Semplicemente. No ad ogni tipo di droga. Ma per dire questo no, bisogna dire sì alla vita, sì all'amore, sì agli altri, sì all'educazione, sì allo sport, ai al lavoro, sì a più fonti di lavoro. Un giovane che non ha lavoro, credo che la cifra sia 75 milioni in Europa, non sono sicuro, ma 'né né', né studia né lavora, entra in questa mancanza di orizzonte e di speranza e la prima offerta sono le addizioni, tra le quali la droga. La fonte di lavoro, l'educazione, lo sport, la sanità di vita è la strada della prevenzione della droga. Se si realizzano questi 'si', non c'è posto per la droga, per l'abuso di alcol, per le altre dipendenze".
L'esempio di tanti giovani che, desiderosi di sottrarsi a!!a dipendenza dalla droga, si impegnano a ricostruire la loro vita, è uno stimolo a guardare in avanti con fiducia".
"Auspico che possiate raggiungere gli obiettivi che vi siete posti: coordinare le politiche antidroga, condividere le relative informazioni e sviluppare una strategia operativa tesa al contrasto del narcotraffico". Lo ha detto Papa Francesco ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, i partecipanti alla 31 esima edizione dell'lnternational Drug Enforcement Conference che si è svolta a Roma da martedì a ieri. "Forse - ha proseguito Bergoglio a braccio - le azioni dei narcotraffico sono quelle che producono più soldi nel mercato e questo è tragico".
"Il flagello dell droga - ha detto ancora il Papa - continua ad imperversare in forme e dimensioni impressionanti, alimentato da un mercato turpe, che scavalca confini nazionali e continentali. In tal modo continua a crescere il pericolo per i giovani e gli adolescenti. Di fronte a tale fenomeno, sento il bisogno di manifestare il mio dolore e la mia preoccupazione". "La Chiesa, fedele al mandato di Gesù di andare dovunque c'è un essere umano sofferente, assetato, affamato, in carcere - ha detto ancora Bergoglio - non ha abbandonato quanti sono caduti nella spirale della droga, ma con il suo amore creativo è andata loro incontro. Li ha presi per mano, attraverso l'opera di tanti operatori e volontari, perché potessero riscoprire !a propria dignità, aiutandoli a far resuscitare quelle risorse, quei talenti personali che la droga aveva sepolto, ma che non poteva cancellare, dal momento che ogni uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio".
"Il lavoro di recupero non è sufficiente: bisogna lavorare sulla prevenzione, questo farà molto bene".


Gesù, il seminatore

La parabola dei seminatore, ci interpella. Interpella soprattutto noi che ordinariamente frequentiamo l'Eucaristia e abbiamo ricevuto tante volte il seme della Parola di Dio. Come scrive il profeta Isaìa, ogni sua parola è efficace e costruttiva, operatrice di bene e di vita. Se il mondo non è capace di mantenere queste dimensioni ottimali, ciò dipende essenzialmente dagli uomini.
Gesù individua tre situazioni che ci impediscono di portare frutto.
La semente divorata dagli uccelli viene spiegata come l'azione del Maligno. Dobbiamo ricordarci che il diavolo non ha potere su di noi, se noi non glielo accordiamo. Inoltre il diavolo è il bugiardo per antonomasia: indora la pillola, vende fumo e ci conduce sempre fuori dal sentiero della nostra felicità.
Il seme senza radici indica coloro che non hanno costanza, l'accettano per motivi superficiali, come la "voglia" e la "moda", pronti a lasciarla non appena la sequela di Gesù si fa più faticosa o osteggiata. Forse è una mancanza d'amore: la spinta interiore viene meno se non la "sentiamo" più.
Le spine che soffocano la semente sono le preoccupazioni della vita, o l'attrazione esercitata dalla ricchezza e dal potere, obiettivi che rischiano di allontanarci dalla gioia dell'incontro tra persone, dalla serenità interiore, dall'attenzione alla nostra anima, che a differenza delle cose, porteremo nella vita eterna.
Ci serve questo esame di coscienza raffinato, se vogliamo essere terreno buono e portare frutto, trenta o sessanta o cento volte più del ricevuto. Ne va del bene nostro e di chi verrà dopo di noi.



Uscire di casa e sedersi in riva al mare. Guardarlo, il mare, incessante nel suo racconto trasportato da onde che non cessano di rimandare ad una storia che non si interrompe mai. La grande storia di mari attraversati nell'Esodo o di profeti inghiottiti, o di creature mostruose, leviataniche presenze di male. Non cessa per un istante il mare di raccontare, ogni onda un ricordo che si apre e profuma di sale, e se tu sai guardare sei al centro del racconto di una vita. Anche della tua. Il mare ha questa capacità di evocare: la chiamata, le reti gettate, tempeste sedate, cammini misteriosi a pelo d'acqua: anche la vita di Gesù è evocata costantemente dal mare. Il mare dischiude senza timori le storie della Storia cullandole ad un ritmo antico. Gesù guarda e pensa e ricorda. Altra gente si siede, tanta folla, ad ascoltare il mare. Avvolti nella stessa brezza eppure così diversi i loro ricordi: parlano d'amore o di morte, di paure, di scoperte, di nostalgie... il mare è uno ma i ricordi che dischiude sono molteplici. La gente si siede e anche noi siamo chiamati a sederci, in riva al mare, ad ascoltare quello che le onde vogliono risvegliare in noi, quello che desiderano portare al cuore e alla mente, relitti di esperienze che ci hanno segnato. Gesù e la folla guardano il mistero immenso di una voce che si incarna nelle mille voci dei ricordi. Come se questo sostare di fronte alla vita fosse il primo indispensabile passo, non certo il definitivo, per entrare in relazione con l'Uno, con il Signore di tutte le esperienze. Noi ci sediamo, Gesù, ad un certo punto si alza. Per parlare a tutti, per mettersi al sicuro da chi lo vorrebbe già morto, per abitare una barca, simbolo della missione ecclesiale, per guadagnare una giusta distanza dalle creature, per fare sua la voce del mare, per essere mare... ogni risposta è possibile, non c'è probabilmente un motivo solo, lui è l'Uno capace di moltiplicare punti di vista, Lui è l'Uno capace di mettersi in dialogo con la molteplicità delle nostre esperienze. Come il seminatore. Che uscì a seminare.
Altra uscita, perché bisogna uscire, non c'è scelta, il mare della storia va affrontato. Esce il seminatore in quel mare molteplice che è la terra. Terra che è strada, sassi o spine o tutto, nello stesso nome, dietro lo stesso volto. Poco importa lui è l'Uno e semina e la semente arriva in ogni angolo. Non è follia, è lo stile del mare, lo stile della pioggia. Piove sui giusti e sui malvagi. Piove semente in ogni angolo di vita. Piovono parole come sospinte dal vento che gonfia le vele dei pescatori. Arrivano semi di verità. A chiunque, sempre, comunque, senza calcoli, la mano di Dio afferra dal Suo cuore vita in forma di seme e la mano si apre, sempre, come raggi di sole in un pomeriggio d'estate, nulla trattiene per sé, tutto si spinge sulla terra. Poi il terreno a volte è terra premuta contro il suolo per permettere cammini veloci, è strada, e chi cammina spesso non si ferma, non ha tempo, ma il seme arriva, rimane sulla crosta per alcuni istanti, si scontra contro una durezza imprevista e vola via. Afferrato dal volo di rapaci affamati. Troppo facile leggerci la nostra superficialità, più difficile comprendere perché Dio continua a bussare ai nostri terreni chiusi.
Poi il terreno a volte è apparentemente pronto, accoglie, germoglia, si emoziona, veloce come veloce è l'aridità che uccide radici troppo timide. Non c'è profondità. Troppo facile riconoscere i nostri entusiasmi passeggeri, più difficile comprendere perché Dio continua a bussare anche alle porte delle nostre superficialità.
Poi la semente si infila tra i rovi, arriva, nel buio si perde e soffoca. Siepi di riparo per terreni coltivati diventano difesa impenetrabile alla vita. Troppo facile riconoscere le nostre paure, e le difese
che alziamo per tutelarci. Difficile è comprendere il seme che ostinatamente si spinge nel buio del roveto.
Poi è terreno buono. E allora il cento, il sessanta, il trenta per uno. Un frutto inimmaginabile, una ricchezza impensabile, stupore che ripaga dalle chiusure. Troppo facile riconoscere che affidandosi a Lui la nostra vita si porta a compimenti insperati, difficile è comprendere perché Dio lega la sua azione alle nostre risposte. Ma riconoscere la Sua gioia nel nostro frutto è già comprendere il perché di tanta insistenza su terreni non adeguati.
La folla ascolta il mare che sembra raccontare e la voce di Gesù che come onda accarezza i mille cuori in attesa. Ognuno si riconosce terreno, le storie risuscitate dalle onde trovano semente buona con cui confrontarsi. Nessuno è lasciato senza speranza. E comprendono. Che noi non siamo un solo tipo di terreno, che strada e spine e sassi si confondono costantemente in noi, vera, differenza è la Sua ostinata Parola di fiducia. Per me, oggi, è la pioggia di seme, è la promessa di frutto, è la promessa di centuplicare felicità. Basta un pezzo di terreno buono, lasciarsi raggiungere. Non chiudersi alla semina.
Come imparare l'arte di lasciarsi fecondare dalla Parola? Gesù ai discepoli lo lascia intravedere, con una frase che può sembrare dura e ingiusta. A colui che ha verrà dato e sarà nell'abbondanza; a colui che non ha sarà tolto anche; quello che ha. E non può essere certo lo stesso seminatore, colui che semina ovunque e sempre, a dare e togliere arbitrariamente. Sarebbe una contraddizione nel giro stretto di pochi versetti. Qui Gesù usa invece una regola che in economia è dogma. Se hai un capitale è più facile che si moltiplichi, che produca interesse. Se non hai nulla a moltiplicarsi è il nulla. Gesù vede. Vede che l'uomo capace di entrare nella grammatica della fede, camminando, si sente sempre più bisognoso di Dio mentre quello che si adegua al deserto non riesce ad intuire la bellezza della divina possibilità. E' invito che non deve spaventarci ma spingerci alla ricerca, alla cura di quel che ha dato frutto in noi. Invito a dilatare i segni di bontà del nostro agire, preghiera di innamorarsi dei segni di bellezza che abbiamo intravisto nell'agire dei fratelli, stupore e gratitudine per quel che di bene il Signore ha operato alleandosi alla nostra libertà. E avere fame, sempre più fame, di lasciarsi plasmare dallo stile del Seminatore.


QUINDICI GIOVEDÌ DI SANTA RITA
ITINERARIO RITIANO



Giovedì I a Giovedì XV







LE DISSE GESÙ': "DONNA, PERCHE' PIANGI? CHI CERCHI?" (Gv. 20,15)

"EGLI ENTRO' PER RIMANERE CON LORO". (Le. 24,29)

"MOSTRO' LORO LE MANI E I PIEDI". (Le. 24,40)

"NEL MIO NOME SCACCERANNO I DEMONI, PARLERANNO LINGUE NUOVE, PRENDERANNO IN MANO SERPENTI... IMPORRANNO LE MANI Al MALATI E QUESTI GUARIRANNO. (Me. 16,17-18)

"ALLA FINE APPARVE AGLI UNDICI E LI RIMPROVERO' PER LA LORO INCREDULITÀ' E DUREZZA DI CUORE". (Me. 16,14)

"NON ESSERE PIÙ INCREDULO, MA CREDENTE!". RISPOSE TOMMASO: "MIO SIGNORE E MIO DIO". (Gv. 20,27-28)

"COME PUÒ' UN UOMO NASCERE QUANDO E' VECCHIO?" (Gv.3,4)

GESÙ1 DISSE: "TI BENEDICO O PADRE, SIGNORE DEL CIELO E DELLA TERRA, PERCHE1 HAI TENUTE NASCOSTE QUESTE COSE Al SAPIENTI E AGLI INTELLIGENTI E LE HAI RIVELATE Al PICCOLI". (Mt. 11,25)

"LA LUCE E' VENUTA NEL MONDO". (Gv. 3,19)

VIDEO


LA PAROLA DELLA CHIESA SU MEDJUGORJE

                                      
- COME OTTENERE LE                     
 GRAZIE DALLA MADONNA            
 DI       MEDJUGORJE


sabato 2 agosto 2014

"Cari figli, il motivo per cui sto con voi, la mia missione, è di aiutarvi affinché vinca il bene, anche se questo adesso a voi non sembra possibile. So che molte cose non le comprendete, come anch’ io non avevo compreso tutto quello che mio Figlio mi insegnava mentre cresceva accanto a me, ma io gli credevo e l'ho seguito. Questo chiedo anche a voi di credermi e di seguirmi, ma figli miei, seguire me significa amare mio Figlio al di sopra di tutti, amarlo in ogni persona senza distinzione. Per poter fare tutto ciò io vi invito nuovamente alla rinuncia, alla preghiera e al digiuno. Vi invito affinché la vita per la vostra anima sia l'Eucaristia. Io vi invito ad essere miei apostoli della luce, coloro che nel mondo diffonderanno l'amore e la misericordia. Figli miei, la vostra vita è solo un battito in confronto alla vita eterna. Quando sarete di fronte a mio Figlio, lui nei vostri cuori vedrà quanto amore avete avuto. Per poter nel modo giusto diffondere l'amore io prego mio Figlio affinché attraverso l'amore vi doni l'unione per mezzo suo, l'unione tra di voi e l'unione tra voi e i vostri pastori. Mio Figlio sempre vi si dona nuovamente attraverso di loro e rinnova le vostre anime. Non dimenticate questo. Vi ringrazio."




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Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai
Cari amici,
coloro che hanno partecipato alla celebrazione del Mercoledì delle Ceneri hanno udito, ricevendo sul capo un pizzico di cenere, queste parole: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai".   
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Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo
Cari amici,

Laudetur lesus Christus! Anche quest'anno abbiamo incominciato il tempo di Quaresima con il rito dell'imposizione delle ceneri, durante il quale ci è stata ripetuta l'antifona: "Convertitevi, e credete al Vangelo". Leggi articolo clik qui

Domenica delle Palme sulla cordigliera delle Ande
Sono le cinque del mattino. È ancora buio. Fa freddo. Siamo a 3.500 metri d'altitudine in un remoto villaggio sulle Ande: Lucre. La maggior parte dei suoi abitanti vive del lavoro della terra e dell'allevamento delle pecore.
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DALLE NOSTRE CASE CRONACA DEL MOVIMENTO
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IMPORTANTE: cari amici, siamo coscienti che, purtroppo, le notizie che vi offriamo in queste pagine di Cronaca dalle nostre Case sono spesso poco attuali. I tempi necessari per raccogliere i dati, redigere la Cronaca, tradurla in varie lingue, farla stampare e poi distribuirla sono molto lunghi, come voi potete ben immaginare, e fanno sì che questo problema sia di difficile soluzione. Per avere informazioni più attuali, vi suggeriamo di consultare la Cronaca NEWSLETTER sul nostro Sito Internet: www.msptm. com. Se volete ricevere direttamente la NEWSLETTER mensile, comunicateci il vostro indirizzo mail.



Santa Faustina Kowalska,
l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.  
Vedi i Diari di Santa Faustina Kowalska

Vedi anche Suor Caterina Labouré
Madonna della medaglia miracolosa

Vedi anche Giuseppa Alhama Valeria
Madre speranza

 

  
    

                 
  






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