Parrocchia Cascina Gatti - Sito ufficiale - Sesto San Giovanni

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«Voi che camminate per le vie, cantate!»























Gesù ci svela il vero volto di Dio, che è amore, e l'aspetto più toccante di questo amore è la misericordia. L'amore ha spinto il Padre a mandare il Figlio suo nel mondo; ed in tutto l'agire di Gesù noi tocchiamo questo amore sconfinato del Padre. E un amore che va in cerca dell'uomo, che lo aspetta sempre, che va al di là di tutte le sue colpe, che perdona e che salva. Basta ricordare certi episodi meravigliosi del Vangelo, che ci mostrano l'amore di Gesù verso i peccatori (la peccatrice, Zaccheo, l'adultera...), o le parabole della misericordia (il figlio! prodigo, la pecorelle smarrita...). Eppure, sembra assurdo dirlo, noi spesso stentiamo ad accettare questa misericordia che ci viene donata. Oggi si può mancare in diversi modi contro la misericordia di Dio. Un primo modo, purtroppo assai diffuso, è quello di non riconoscere più la realtà del peccato e quindi anche il proprio peccato. E, quando uno non si riconosce peccatore, non sente più il bisogno del Salvatore, così come chi non riconosce di essere malato non sente più il bisogno del medico. Un tale atteggiamento sbarra automaticamente la strada alla misericordia di Gesù, il quale è venuto non per coloro che si ritengono giusti ed autosufficienti, ma per coloro che si riconoscono peccatori ed incapaci di praticare il bene senza il suo aiuto. Si può mancare contro la misericordia di Dio anche non credendovi pienamente. Molti cristiani credono nella misericordia di Dio, perché lo hanno imparato dal catechismo. Ma si tratta di una fede rimasta a livello nozionale,
intellettuale, che non riesce di fatto ad impregnare la vita di ogni giorno. Ci si rinchiude magari in tanti ragionamenti, si pensa ai propri peccati con un senso di rimpianto, che scaturisce più dall'orgoglio che dal dolore di aver offeso Dio, ci si lascia prendere dallo scoraggiamento. E tutto ciò dimostra che ci si appoggia più su di noi che sulla misericordia infinita di Gesù e sulla potenza della sua grazia. Credere nella misericordia divina, invece, significa essere effettivamente convinti che, se noi gli chiediamo perdono, Gesù cancella completamente i nostri peccati, e ci da la possibilità di rimetterci subito a seguirlo.


Dio uno e trino

Si racconta che papa San Silvestre, per spiegargli la Trinità, mostrò all'imperatore Costantino il mantello. Vi fece tre pieghe uguali e ben lontane l'una dall'altra, dicendogli: "Vedi, stoffa è la prima piega, stoffa la seconda e stoffa la terza: tre pieghe ma una stoffa sola. Così si può affermare, per analogia, che avvenga in Dio uno e trino".
La teologia si è sbizzarrita nel tentativo di spiegare il dogma della Santissima Trinità, giungendo però a riconoscere che si tratta di un mistero. "Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana. È la luce che illumina tutti gli altri misteri della fede. La storia della salvezza è la storia del rivelarsi del Dio vero e unico: Padre, Figlio e Spirito Santo, il quale riconcilia e unisce a sé coloro che sono separati dal peccato" (Catechismo della Chiesa cattolica, n. 234). Lo comprendiamo anche umanamente: non ci può essere unità senza molteplicità, non ci può essere amore senza relazione. L'Amore parte dall'essere di Dio e si irradia nella migliore dell'umanità. Per questo l'esperienza che più ci fa avvicinare a! mistero di Dio è l'amore.
Tre discepoli, dopo dieci anni di missione, tornarono dal loro vecchio maestro: "Io ho scritto tanti libri", disse il primo con una punta d'orgoglio. "Tu hai riempito il mondo di carta", rispose il maestro. "Io ho predicato in migliaia di posti", aggiunse il secondo con fierezza. "Tu hai riempito il mondo di parole", replicò il saggio. E il terzo: "Io ti ho portato questo cuscino perché tu possa appoggiare le tue gambe malate". "Tu - sorrise il maestro - hai trovato Dio".



ALLA TRINITÀ

O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per stabilirmi in te, immobile e serena come se la mia anima fosse già nell'eternità.
Nulla possa turbare la mia pace né farmi uscire da te, o mio Immutabile, ma che ogni minuto mi porti più addentro nella profondità del tuo mistero!
Pacifica la mia anima; fanne il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo.
Che io non ti lasci mai sola, ma che sia lì, con tutta me stessa, tutta vigile nella mia fede, tutta adorante, tutta offerta alla tua azione creatrice.


Il pane dì Cristo
Un missionario racconta che un giorno si era inoltrato incautamente nella foresta. Dopo pochi minuti si era già perso. Non sapeva più da che parte andare. A forza di camminare arrivò, finalmente, a una piccola capanna. C'era un vecchietto a cui chiese ospitalità per la notte. Appena il vecchio seppe che era prete, caddero tutte le difficoltà. Divisero insieme la magra cena e poi subito a dormire. Il mattino dopo un brusio di gente lo svegliò. Più di cento persone erano attorno alla capanna.
"Cosa capita?", chiese il sacerdote. "Da dove vengono tutti questi?". "Padre, celebra la messa per noi?" "Sì, certo. Ma questa gente?".
"Quando lei si è addormentato", disse candido il vecchietto, "io sono partito e ho fatto il giro di tutta la regione per dire a tutti che la preghiera che facciamo ogni settimana è stata esaudita". Non c'erano villaggi in quella zona immensa, ma tante capanne sparse nella foresta. "Padre, ogni settimana noi preghiamo per avere la grazia di sentire una messa prima di morire". "Da quanti mesi pregate così?" chiese il missionario. "Padre, non da mesi, sono sette anni che ci raduniamo ogni settimana a pregare per il privilegio di una messa!"

Quanto valore diamo alle tante occasioni che abbiamo per partecipare all'Eucarestia, per nutrirci della Parola e del Pane di Cristo, per fermarci a ringraziare e ad adorare il nostro Signore nel tabernacolo, nel silenzio di una chiesa, dove lui ci attende per farci sentire il calore del suo abbraccio e della sua vicinanza? Oggi la festa di quel Dio che si fa "pezzo di pane" ci stimola e ci interpella: nutritevi (anche) di me.



QUINDICI GIOVEDÌ DI SANTA RITA
ITINERARIO RITIANO



Giovedì I a Giovedì XV







LE DISSE GESÙ': "DONNA, PERCHE' PIANGI? CHI CERCHI?" (Gv. 20,15)

"EGLI ENTRO' PER RIMANERE CON LORO". (Le. 24,29)

"MOSTRO' LORO LE MANI E I PIEDI". (Le. 24,40)

"NEL MIO NOME SCACCERANNO I DEMONI, PARLERANNO LINGUE NUOVE, PRENDERANNO IN MANO SERPENTI... IMPORRANNO LE MANI Al MALATI E QUESTI GUARIRANNO. (Me. 16,17-18)

"ALLA FINE APPARVE AGLI UNDICI E LI RIMPROVERO' PER LA LORO INCREDULITÀ' E DUREZZA DI CUORE". (Me. 16,14)

"NON ESSERE PIÙ INCREDULO, MA CREDENTE!". RISPOSE TOMMASO: "MIO SIGNORE E MIO DIO". (Gv. 20,27-28)

"COME PUÒ' UN UOMO NASCERE QUANDO E' VECCHIO?" (Gv.3,4)

GESÙ1 DISSE: "TI BENEDICO O PADRE, SIGNORE DEL CIELO E DELLA TERRA, PERCHE1 HAI TENUTE NASCOSTE QUESTE COSE Al SAPIENTI E AGLI INTELLIGENTI E LE HAI RIVELATE Al PICCOLI". (Mt. 11,25)

"LA LUCE E' VENUTA NEL MONDO". (Gv. 3,19)

VIDEO


LA PAROLA DELLA CHIESA SU MEDJUGORJE

                                      
- COME OTTENERE LE                     
 GRAZIE DALLA MADONNA            
 DI       MEDJUGORJE


mercoledì 2 luglio 2014 10.00.00

“Cari figli, io, Madre di voi radunati qui e Madre del mondo intero, vi benedico con la benedizione materna e vi invito ad incamminarvi sulla via dell'umiltà. Quella via porta alla conoscenza dell’amore di mio Figlio. Mio Figlio è onnipotente, Egli è in tutte le cose. Se voi, figli miei, non comprendete  questo, allora nella vostra anima regna la tenebra, la cecità. Solo l’umiltà  può guarirvi. Figli miei, io ho sempre vissuto umilmente, coraggiosamente e nella speranza. Sapevo, avevo compreso che Dio è in noi e noi in Dio. Chiedo lo stesso a voi. Voglio tutti voi con me nell’eternità, perché voi siete parte di me. Nel vostro cammino io vi aiuterò. Il mio amore vi avvolgerà come un manto e farà di voi apostoli della mia luce, della luce di Dio. Con l’amore che proviene dall’umiltà, porterete la luce dove regna la tenebra,  la cecità. Porterete mio Figlio, che è la luce del mondo. Io sono sempre accanto ai vostri pastori e prego che siano sempre per voi un esempio di umiltà. Vi ringrazio”




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OPUS CHRISTI SALVATORIS MUNDI
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Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai
Cari amici,
coloro che hanno partecipato alla celebrazione del Mercoledì delle Ceneri hanno udito, ricevendo sul capo un pizzico di cenere, queste parole: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai".   
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Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo
Cari amici,

Laudetur lesus Christus! Anche quest'anno abbiamo incominciato il tempo di Quaresima con il rito dell'imposizione delle ceneri, durante il quale ci è stata ripetuta l'antifona: "Convertitevi, e credete al Vangelo". Leggi articolo clik qui

Domenica delle Palme sulla cordigliera delle Ande
Sono le cinque del mattino. È ancora buio. Fa freddo. Siamo a 3.500 metri d'altitudine in un remoto villaggio sulle Ande: Lucre. La maggior parte dei suoi abitanti vive del lavoro della terra e dell'allevamento delle pecore.
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DALLE NOSTRE CASE CRONACA DEL MOVIMENTO
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IMPORTANTE: cari amici, siamo coscienti che, purtroppo, le notizie che vi offriamo in queste pagine di Cronaca dalle nostre Case sono spesso poco attuali. I tempi necessari per raccogliere i dati, redigere la Cronaca, tradurla in varie lingue, farla stampare e poi distribuirla sono molto lunghi, come voi potete ben immaginare, e fanno sì che questo problema sia di difficile soluzione. Per avere informazioni più attuali, vi suggeriamo di consultare la Cronaca NEWSLETTER sul nostro Sito Internet: www.msptm. com. Se volete ricevere direttamente la NEWSLETTER mensile, comunicateci il vostro indirizzo mail.



Santa Faustina Kowalska,
l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.  
Vedi i Diari di Santa Faustina Kowalska

Vedi anche Suor Caterina Labouré
Madonna della medaglia miracolosa

Vedi anche Giuseppa Alhama Valeria
Madre speranza

 

  
    

                 
  






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