Parrocchia Cascina Gatti - Sito ufficiale - Sesto San Giovanni

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SEPPELLIRE I MORTI
«Figlio, quando morirò, dovrai darmi una sepoltura dignitosa» (Tobia 4,3)

LA tradizione biblica testimonia con abbondanza che la sepoltura dei morti è sempre stata un atto praticato con cura e amore. Non avere sepoltura è rite¬nuta una grave disgrazia e non dare sepoltura ai morti è considerata una grave colpa; al contrario, seppellire i morti è una delle opere più meritevoli agli occhi di Dio, una delle espressioni più alte della carità (Cfr. Gn 23,19-20; 15,9-10; Tb 2,4-9; 12,12-13).
Infatti il giudaismo prima e il cristianesimo poi vede nel consegnare un morto alla terra e nel custodire la sua tomba il segno dell'onore che si deve dare a chi è destinato alla risurrezione, quando «quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno» (Dn 12,2).
Senza entrare nel dettaglio sulle diverse forme di se-poltura, è sufficiente che ognuno prenda coscienza di questo dovere nelle forme adeguate che rispettino non solo il legame individuale con la persona defunta, ma an-che le relazioni che ebbe nella sua vita e ricordando sem-pre il dovere della preghiera di suffragio, che lega questa opera di misericordia corporale alla corrispondente opera di misericordia spirituale «pregare Dio per i vivi e per i morti». Sant'Agostino afferma: «Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla loro tomba appassisce, una preghiera arriva sino al cuore di Dio». 
Tiberio Cantaboni

IL CRISTIANO E LA CREMAZIONE

Fin dall'inizio i cristiani scelsero spontaneamente di affidare il loro corpo alla terra, ad immagine della sepoltura di Gesù. In polemica con questa prassi cristiana, nel XIX secolo alcuni ambienti massonici assunsero la cremazione come professione di ateismo e di odio verso la Chiesa. Per questo nel 1888 essa fu proibita ai cattolici.
Superata quella circostanza e di fronte a nuove esigenze pratiche circa la sepoltura, nel 1963 la Chiesa tolse quella proibizione, pur continuando a manifestare la preferenza per la sepoltura , detta Inumazione (da humus = terra). Pratica, per la verità, già da tempo superata con l'uso dei loculi.
La Chiesa non ha nulla contro la cremazione in sé; essa non intacca la fede nella risurrezio¬ne. Le norme canoniche sono, invece, fortemente contrarie alla prassi di spargere le ceneri in natura e soprattutto di conservarle in abitazioni private.
Infatti, queste due scelte rendono più fragile il ricordo dei morti o lo privatizzano (con il rischio che l'urna cineraria in casa, con il tempo, potrebbe diventare imbarazzante) e verrebbe a mancare quel luogo comune, il cimitero, che nel frenetico svolgersi della vita quotidiana ne ricorda la precarietà, la solidarietà nella morte e, per i credenti, anche la solidarietà in quella vita di comunione in Cristo che unisce la Chiesa oltre il tempo e lo spazio.
Silvano Sirboni,


PREGARE NEL GIUBILEO
















Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.


Suor Caterina Labouré  >   Madonna della medaglia miracolosa

Suor Giuseppa Alhama Valeria  >  Madre speranza





                                                 

                                                  











 
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