Parrocchia Cascina Gatti - Sito ufficiale - Sesto San Giovanni

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Videogallery della chiesa di Milano



                              



   
















































 



















Pane spezzato
Così diceva papa Francesco al convegno dei Movimenti Popolari di tutto li mondo convocati in Vaticano l'anno scorso in ottobre. «All'inizio della creazione, Dio creò l'uomo custode della sua opera, affidandogli l'incarico di coltivarla e di proteggerla. Vedo che qui ci sono decine di contadini e di contadine e voglio felicitarmi con loro perché custodiscono la terra, la coltivano e lo fanno in comunità. Mi preoccupa lo sradicamento di tanti fratelli contadini che soffrono per questo motivo e non per guerre o disastri naturali. L'accaparramento di terre, la deforestazione, l'ap¬propriazione dell'acqua, i pesticidi inadeguati, sono alcuni dei mali che strappano l'uomo dalla sua terra natale. Questa dolorosa separazione non è solo fisica ma anche esistenziale e spirituale, perché esiste una relazione con la terra che sta mettendo la comunità rurale e il suo peculiare stile di vita in palese decadenza e addirittura a rischio di estinzione. L'altra dimensione del processo già globale è la fame. Quando la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti trattandoli come una mercé qualsiasi, milioni di persone soffrono e muoiono di fame. Dall'altra parte si scartano tonnellate di alimenti. Ciò costituisce un vero scandalo. La fame è criminale, l'alimentazione è un diritto inalienabile» (28 ottobre 2014). La denuncia del Papa, riascoltata in questa Quaresima, ormai quasi alla vigilia di Expo 2015 sul tema dell'alimentazione, diventa un monito per tutti coloro che pensano di essere "padroni del cibo".

PRIMA SETTIMANA
PIETRE E PANE
Cuocerlo su pietra dicono sia il modo più antico di fare il pane. Ne guadagna anche il sapore. Molte pietanze si cucinano così. In Perù è famosa la "sopa a la piedra": si immerge nel brodo una pietra rovente poi si serve a tavola.
Pietre e pane, figli della sapienza creatrice del Dio Papa, se maneggiati con la gratitudine del Figlio che li riceve in dono, posso¬no divenire segno di una vita che si dona ( "spezzò il pane e lo diede loro ") e grido gioioso al Dio della pace (se facessi tacere i discepoli che acclamano il loro "osanna", "grideranno le pietre" - Le 19,40). I figli che perdono la memoria della bontà creatrice di Dio e vogliono sostituirsi alla sua sapienza (come l'Adamo) sanno mettere l'una contro l'altra le sue creature. Le pietre diventano strumenti di offesa ("raccolsero delle pietre per lapidarlo " — Gv 10, 31) e di autodistruzione ("Si percuoteva con pietre " — Me 5,5). Il pane si trasforma in segno dell'ingordigia che discrimina ed emargina ( "Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe" — Le 16,20-21).

SECONDA SETTIMANA
FAME E SETE
Ancor prima di apprendere il linguaggio verbale, i cucciali d'uomo esprimono col pianto i loro bisogni primari: la fame e la sete. E la mamma, sapendo distinguere un pianto dall'altro, non esita a dare il latte. Più tardi sarà un pezzo di pane a calmare la pretesa inmediata di cibo. Il Dio papa, che spesso nella Bibbia viene descritto con sentimenti materni, conosce le nostre necessità. Sa che la fame e la sete non possono aspettare. "Non preoccupatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?... il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno" (Mt 6,31-32). L'annuncio che Dio sta regnando nel mondo, non poteva esimersi dal fare i conti con questi bisogni primari degli uomini e delle donne. Gesù da pane, disseta con acqua, guarisce chi necessita di salute. Tutti devono sapere che il Dio papa conosce la voce dei piccoli che gridano a lui, assetati e affamati di vita. Perché lui è la vita.
Tutti devono sapere che il Dio papa non può tollerare chi nemmeno si accorge che un fratello o una sorella mendicano briciole di pane o un bicchiede d'acqua

TERZA SETTIMANA
CASA E LIBERTÀ
I figli non sono servi né dipendenti di un padrone. Sono figli di papa e mamma. La tavola è apparecchiata per l'intera famiglia e il pane che mangiano è anche loro. Non sono estranei: sono a casa! Liberi! Eppure, i figli del Dio papa pensano che solo uscendo di casa e allontanandosi da lui potranno trovare la libertà. Il Papa opprime e la casa è una prigione, pensano. Chissà chi avrà messo loro in testa queste strane idee. Chi avrà insinuato nel loro cuore che il Papa nasconde un volto di Padrone ? Che non ci sia da fidarsi del papa ne sono convinti i due fratelli della parabola cosiddetta "del figliai prodigo" (Le 15). Il più giovane pensa che solo lontano da casa possa finalmente trovare libertà e vita abbondante. Il maggiore non ha il coraggio di uscire di casa ma, scopriamo al termine del racconto, pensa che il padre gli abbia sempre negato un pò ' di libertà e di gioia di vivere. Il padre non ha altro linguaggio che quello del banchetto per convincere entrambi che "tutto quello che è suo è anche loro " e che il suo cuore gioisce al vedere entrambi seduti alla stessa mensa, nella stessa casa a condividere la vita e la libertà. Tutti i figli e le figlie di Abramo, i credenti, conoscono la verità di un Dio univocamente interessato alla loro vita e alla loro libertà. E si fidano, sentendosi a casa.

QUARTA SETTIMANA
LA PARTE DELL'OCCHIO
"Anche l'occhio vuole la sua parte". Lo sapeva bene anche il cieco che fin dalla nascita bramava la luce, i volti e le cose, che solo gli altri gli descrivevano... quando avevano tempo di interessarsi di lui. Gesù si interessa di lui e gli apre gli occhi sulle meraviglie del mondo, sul bello che e 'è. La "parte dell'occhio" è la bellezza. La pretende. Se ne vuole saziare. Siamo affamati di bellezza. Dobbiamo stare in guardia rispetto alla tentazione di "appropriarci" del bello che vediamo, di volerlo a tutti i costi e di annullarlo per farlo nostro. Lo sguardo di Gesù non è mai possessivo ma contemplativo. Guarda le persone e le cose come doni di Dio e con una loro consistenza propria, che va custodita. Il suo amore è stima e rispetto per ogni essere umano, che custodisce in sé la bellezza dell'immagine e somiglianzà con Dio.
Per questo la bellezza si nutre di silenzio contemplativo. Scriveva Madeleine Delbrèl a una sua amica pittrice: "Spesso sembra che la migliore lode della bellezza sia il silenzio... C'è un'arte spirituale che la nostra anima compie inchinandosi davanti a ciò che è bello: il silenzio...". Questo è l'atteggiamento fondamentale davanti a ogni persona, bellezza creata da Dio. Per questo il vertice della bellezza è l'amore, la carità. L'opera d'arte più bella è l'uomo o la donna che ama, che stima le persone, che sa guardare l'altro con occhi compassionevoli, che si china sulle loro ferite.

QUINTA SETTIMANA
PROFUMO E CATTIVO ODORE
Passando davanti a una panetteria rima¬niamo inebriati dal profumo fragrante del pane appena sfornato. Stuzzica l'appetito e il desiderio di cose buone. Gesù è il profumo buono della vita, è l'aroma-terapia che rappacifica con noi stessi e con gli altri e che suscita il desiderio di lasciare un buon profumo nel mondo. "Siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza!" (2Cor 2,14). San Paolo paragona Gesù e i suoi discepoli-testimoni al profumo della Sapienza divina cantata dal libro del Siracide ( "Come cinnamomo e balsamo di aromi, come mirra scelta ho sparso profumo... " Sir 24,15). Però e 'è anche il cattivo odore. La puzza di cadavere non interrompe l'azione di Gesù. Non si arrende davanti al disfacimento detta morte. Può rattristarlo fino al pianto ma non ha il potere di blocarlo per paura. Animato dalla speranza nel Dio papa, origine detta vita, ordina di togliere la pietra del sepolcro, a Lazzaro di venir fuori e agli altri di scioglierlo e lascarlo andare. Tutto il ministero di Gesù è una lotta contro i segni di morte che attanagliano la vita dell'umanità: povertà, malattia, ingiustizia, violenza...

Verso Expo: "Cosa nutre la vita?"
Mancano pochi mesi all'inizio di Expo. Ed è tempo di porsi una domanda: "Cosa nutre la vita?" La questione tocca temi fondamentali dietro ai quali c'è l'uomo e il suo rapporto col creato. La creazione gli è consegnata soltanto per il suo "domi-nio" o è qualcosa di "sacro"? Solo una vera "ecologia dell'uomo" ci potrà aiutare a comprendere come vivere il presente per assicurare il futuro dei nostri figli.



Medjugorje: Messaggio del 02/03/2015
"Cari figli, voi siete la mia forza. Voi, apostoli miei, che, con il vostro amore, l’umiltà ed il silenzio della preghiera, fate in modo che mio Figlio venga conosciuto. Voi vivete in me. Voi portate me nel vostro cuore. Voi sapete di avere una Madre che vi ama e che è venuta a portare amore. Vi guardo nel Padre Celeste, guardo i vostri pensieri, i vostri dolori, le vostre sofferenze e le porto a mio Figlio. Non abbiate paura! Non perdete la speranza, perché mio Figlio ascolta sua Madre. Egli ama fin da quando è nato, ed io desidero che tutti i miei figli conoscano questo amore; che ritornino a lui coloro che, a causa del loro dolore e di incomprensioni, l’hanno abbandonato e che lo conoscano tutti coloro che non l’hanno mai conosciuto. Per questo voi siete qui, apostoli miei, ed anch’io con voi come Madre. Pregate per avere la saldezza della fede, perché amore e misericordia vengono da una fede salda. Per mezzo dell’amore e della misericordia aiuterete tutti coloro che non sono coscienti di scegliere le tenebre al posto della luce. Pregate per i vostri pastori, perché essi sono la forza della Chiesa che mio Figlio vi ha lasciato. Per mezzo di mio Figlio essi sono i pastori delle anime. Vi ringrazio!"

Anche nel messaggio del 2 Marzo attraverso Mirjana la Regina della Pace si compiace dei suoi “apostoli”, che sono intimamente uniti a Lei. Li esorta ad essere saldi nella fede per poter aiutare quelli che l’hanno perduta, o che non l’hanno mai avuta, a riacquistarla. Infine ci esorta a pregare per i nostri Pastori che sono “la forza della Chiesa”. E’ il momento in cui la Madonna, dopo aver per anni formato i cuori di quelli che hanno risposto alla chiamata, li lancia in mare aperto perché gettino le reti.

Per essere “apostoli di Maria” non è necessario fare cose eccezionali. La Madonna ci chiede di amare e testimoniare nella vita quotidiana e di aiutarla con “l’umiltà e il silenzio della preghiera”.

Messaggio di domenica 25 gennaio 2015
"Cari figli! Anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio né la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina Misericordia, appartiene oggi al gruppo dei santi della Chiesa più conosciuti. Attraverso lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull'atteggiamento misericordioso verso il prossimo.


Suor Caterina Labouré  >   Madonna della medaglia miracolosa

Suor Giuseppa Alhama Valeria  >  Madre speranza





                                                 

                                                  











 
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